sabato 6 novembre 2010

luglio 2010 - Odissea in Costa Smeralda

Ho trascorso il primo weekend della mia vita in costa Smeralda. Che posto naturalisticamente meraviglioso. Che teatro e palco delle vanità umane.
Ospite di un amico che lavora in uno dei più grandi alberghi della costa, di quelli che pullulano di magnati e ricconi, mi imbatto casualmente in un personaggio televisivo...di questi poveracci modello Uomini&Tro...ehm...Uomini&Donne. Un vitellone imbucato che cerca a tutti i costi di farsi notare nel jet set, salutando tutti a mano aperta...come se tutti fossero suoi amici di vecchia data e/o ammiratori, facendo il gradasso, ostentando la sua appariscenza...pensa lui, ma in realtà palesando la sua rozzezza e ignoranza.
Che pena mi ha fatto. Fare il giullare alla corte dei ricchi per raccogliere le briciole che cadono dal tavolo, elevandosi (autoreferenzialmente) al loro rango solo per averne sentito da lontano il profumo.
La situazione non migliora quando decido di muovere verso la piazzetta di Porto Cervo, uno dei posti più esclusivi e "IN" al mondo. Nel senso che appena ti siedi ad un tavolo e ordini un caffè al momento del conto te lo mettono <<"IN" der posto>> (citando Guzzanti nei panni di uno splendido Funari). Orde di ragazzini vestiti con i loro abiti migliori (imitazioni di grandi marche) si aggirano per i negozi con la loro macchinetta fotografica, scattano foto in posa davanti ai vari sciop di Scianel, Ogan, Rolecs e compagnia cantante, attendono trepidanti il passaggio di Nicola....come non sapete chi è???? È il tizio che è uscito al 23º giorno della quarta edizione del Grande Fratello! Fotografano le auto in bella mostra degli sceicconi, fanno la passeggiata al molo col naso all'insù per sbirciare all'interno delle barche "come si vive da miliardari" e osservandoli mentre mangiano.....emozionatissimi! (Sembrano dei cagnolino in attesa che il padrone gli butti l'osso) Anche loro si autoconvincomo che la sola vicinanza con questo circo li renda migliori, li faccia stare bene.....almenu na 'ndurata (almeno una annusata...per dirla in salentino). Un gioco delle parti....tra chi c'ha (poi cosa?) e chi rosica....daltro canto a cosa servirebbe l'AstonMartin completamente d'argento (sì sì....capito bene.....non color argento) del magnate russo?
Per fortuna il giorno seguente passata indenne la serata e superata la barriera delle meravigliose ville appezzate di elegantissimi prati inglesi e bouganville c'è il mare...splendido meraviglioso smeraldo che ha il dono dei colori dell'iride... ti rapisce, ti rinfresca e ti tonifica per poter ricominciare una serata con la tintarella giusta e la forza necessaria a stare all'erta con la fotocamera in mano :-) Altro giro altra corsa!

lunedì 5 luglio 2010

Il valore di un sorriso

Supermercato…ora di pranzo. Mi accingo ad avvicinarmi alla cassa. Due persone davanti a me. Il cassiere, poco più che ventenne, mostra tratti somatici non italiani. E’ asiatico...probabilmente cinese, ma con un impeccabile accento toscanaccio da mangiatore di Lampredotto. Scorre sorridente i prodotti sul lettore e finito di leggerli chiede sempre sorridente: “signora vuole una busta? Il totale è 23€. Ecco il suo resto. Grazie mille e buona giornata”. “Ciao” risponde con un filo di voce la signora guardandolo accigliata e quasi scocciata dalla sua espansività.
Tocca al prossimo: “Buon giorno signore” sorriso sempre stampato in faccia. “Vuole una busta o due” gli dice con voce squillante. Il tipo vistosamente infastidito non alza neanche il capo e ripone frettolosamente la spesa in una sua borsa. “Sono 15€…questo è il suo resto. Grazie mille e buona giornata”. Il tipo continuando a non alzare il capo prende il resto e senza proferire verbo si gira e va via. Più avanti fatto qualche metro si volta indietro per scrutarlo e scuote il capo in segno di disapprovazione.
Tocca a me. Le due scene precedenti mi hanno provocato un moto di rabbia, ma ammetto a me stesso che anch’io sono un po’ stranito dalla sua gentilezza.”Buon giorno signore. Sono 3€. Vuole una busta? Buona giornata!”
Vado via……mi interrogo. Perché il comportamento di quel ragazzo mi ha lasciato perplesso? Perché i due tizi prima di me ne sono rimasti infastiditi? Siamo così avvezzi a non sorridere né a pretenderlo quando siamo in un esercizio commerciale che il contrario ci lascia contrariati! E ci convinciamo che l’approccio fuori luogo sia quello del ragazzo che in maniera naturale ci serve con gentilezza e garbo.
Come abbiamo fatto a ridurci così? Come possiamo concepire una mondo di relazioni in cui lo stress, l’arrabbiatura, lo “sclero” l’abbia sempre vinta rispetto alla gentilezza, alla buona creanza, al sorriso.
Esco dal supermercato. L’afa prende il sopravvento su di me. La gente in una fila interminabile al semaforo ha la faccia di chi sembra in procinto di andare ad un funerale. Scatta il verde e in una frazione di secondo due tizi in macchina sparano il loro clacson con la mano ritta a voler mandare a quel paese quello che non parte a razzo e vomitandogli addossi improperi.
Hanno ragione i due tizi al supermercato: che ca**o c’avrà avuto da ridere quel cinese?



domenica 4 luglio 2010

Virtualizzare il virtuale

Ho preso parte ad uno dei tanti convegni Microsoft. Presentano un nuovo prodotto server. Fa cose mirabolanti….virtuali.
Lo speaker si infiamma quando arriva a parlare della peculiarità meglio riuscita: virtualizzare il virtuale. Avete capito bene. Emula un contenitore di dati ….e i dati cosa sono se non informazioni digitali quindi virtuali contenute sotto forma binaria di 1 e 0 in uno spazio-contenitore a sua volta virtuale. Lo so…anche a me fa male la testa. Ma volete mettere il benificio che ne deriva in termini di PROFITTABILITA’-PRODUTTIVITA’-VELOCITA’-INCREMENTO PRESTAZIONALE. Non è forse proprio l’Ansia Da Prestazione uno dei più grossi bubboni dei nostri tempi e il motore oscuro di questa grande pagliacciata?
Art for art’s sake….l’arte per l’arte si direbbe
Arriva così il parodosso di virtualizzare il virtuale.
Tutta la surreale conversazione è condita da un’orgia di termini in English, o sarebbe meglio dire in Globish che danno all’evento quell’irrinunciabile tocco di esoticità e risvegliano nell’utente quella la sensazione di progresso futuristico che solo la lingua degli yankee riesce ad evocare nell’immaginario provinciale e gretto di noi italioti.
Chissà forse un giorno quando i nostri figli ci chiederanno la merenda potremo dargli direttamente un bel modulo da 2 GigaByte di RAM e saranno sazi.
Chi vivrà vedrà

martedì 29 giugno 2010

duePUNTOzero

"A partire da quest'ora mi ordino libero di limiti e linee immaginarie, vado ove voglio, totale e assoluto signore di me. Do ascolto agli altri, considerando bene quello che dicono. M'arresto, ricerco, ricevo, contemplo. Dolcemente, ma con volontà incoercibile, mi svincolo dalle remore che trattenermi vorrebbero." Walt Whitman
Comincia oggi la mia avventura su questo blog. Gli argomenti che lo popoleranno non saranno catalogabili secondo una linea ben precisa. Più che altro seguiranno un flusso canalizzatore. Faranno parte di un percorso volto all'affrancarsi da schemi, situazioni, misticismi e falsi miti, pippe mentali, rapporti interpersonali non richiesti - situazioni che ci costringono a vivere avendo come scopo non la nostra crescita e il nostro benessere, ma la trasformazione di noi, piccoli soldatini, in ingranaggi all'interno di un meccanismo. Una grande macchina che ci fagocita e che ci annebbia la vista. Che ci schernisce e ci isola se la strada e la direzione che intraprendiamo non è quella imposta da standard non richiesti; che ci porta a vivere come i personaggi di Matrix: esseri "NON PENSANTI" buttati in un grande circo fine a se stesso.