domenica 9 ottobre 2011

quelli che...ilarità in libertà

Voli & Aeroporti ediscion
sottocategoria RAIANEER


- la carta d'imbarco stampata a colori
- la bustina di plastica per preservare la carta d'imbarco senza sgualcirla
- la gente in piedi in coda un'ora prima del volo
- i furbi che cercano di guadagnare posti preziosi nella coda spingendo millimetricamente con i piedi il trolley....un'ora prima del volo
- il tizio che dopo esser stato in piedi 30 secondi con lo sguardo fisso sul tabellone del gate che dice LONDRA ti chiede: "scusi...questo va a Londra?"
- quello che all'imbocco dei controlli di sicurezza esclama:" scusi signorina, per la RAIANEER vado bene di laaaaha?"
- il figo che si lamenta dello scarso servizio dei voli lo-cost (lui che se ne intende di bisnes clas)
- quello che fuma in bagno in un volo da 50 minuti rischiando la galera
- quello che ormai distrutto da 50 minuti di volo acquista le "smokeless cigarettes" (c'è gente che le compra davvero, credetemi!)
- quelli che pretendono che un baule sia un trolley e che la griglia per provare i bagagli sia duttile...è de feeerooo!!! non si allarga a spingere!
- la corsa alla Fantozzi verso l'aeromobile
- quelli che pur stando in fila un'ora in piedi entrano per primi nel bus che porta all'aeromobile e poi si rendono conto che escono per ultimi invalidando così l'estenuante attesa in piedi
- quelli che viaggiano col passaporto sul Pisa-Palermo...poi dite che vi sfottono dicendovi che per andare in Sicilia serve il passaporto!
- quelli che fanno finta di leggere la rivista della raian in inglese ed in realtà hanno difficoltà anche a cogliere il senso delle figure
- quelli che non hanno capito che il pargolo che urla rompe la minchia. Ma quando imparerete a portarvi il latte in polvere, un ciuccio o una calibro 9?
- quelli che acquistano la "priorità d'imbarco"... mi ricordano quelli che acquistavano la Fiat Uno e poi facevano oscurare i vetri e gli appiccicavano la scritta TURBO
- quelli che si siedono da soli e mettono lo zaino e i giubbotti negli altri due sedili dissimulando l'attesa con una rivista e sperando che nessuno gli si sieda accanto...sono i miei preferiti: mi ci siedo subito vicino, gli metto tutti i miei aggeggi sui loro e mi tolgo le scarpe, giusto per fargli capire chi comanda :-)
- GRAN FINALE: QUELLI CHE BATTONO LE MANI ALL'ATTERRAGGIO!

domenica 11 settembre 2011

L'arte di fare Autostop

Sembra ormai un'abitudine del tempo che fu, superata dalla "paura" di chiunque e dalla fobia di un quantomeno improbabile maniaco. Fortunatamente c'è ancora chi crede in questo economico sistema di locomozione e di condivisione
Di seguito alcune risorse importanti per poter chiedere od offrire un passaggio
Articolo del Guardian
http://www.roadsharing.com/it/
http://www.carpooling.it/
http://www.hitchhikers.org/index.cgi?lang=it;
http://www.autostop.viavai.com/
http://www.autostop.it

martedì 2 agosto 2011

Il bello del couchsurfing

Vi siete mai chiesti se riuscireste ad aprire la porta ed ospitare persone di cui conoscete poco o nulla per il semplice piacere di condividere casa ed esperienze? C’è una comunità di persone in continuo aumento che segue questa filosofia di vita e da questa ne trae giovamento: i couchsurfers. La parola indica letteralmente l’atto di saltare da un divano ad un altro ed è proprio questo lo spirito dei surfers (chi viene ospitato) e degli hosters (chi ospita). Aprire le porte di casa e della propria vita agli altri. Esistono vari website che incarnano questa filosofia ma il più gettonato e completo è senza dubbio www.couchsurfing.org.
L’iscrizione alla comunità avviene in maniera gratuita attraverso la compilazione di un profilo in cui si parla un po’ di sé, dei propri interessi, aspirazioni e filosofia di vita. Si completa il tutto fornendo delle informazioni base come la città in cui si offre ospitalità, la disponibilità di una stanza, di un divano o anche solo del pavimento per dormire, la necessità o meno di portare lenzuola, asciugamani ecc... Volendo è possibile aggiungere delle foto personali ma non è obbligatorio: il couchsurfing non è nato per chi è in cerca di appuntamenti “galanti”! Una volta in linea si riceveranno le richieste di alloggio da una moltitudine eterogenea: lo studente in vacanza, la famiglia in giro per l’Europa, il medico che sta percorrendo a piedi la via Francigena…. di volta in volta si potrà decidere di accettare o meno la richiesta in base alla propria disponibilità di tempo o affinità rispetto alle persone che ci inviano la richiesta. Sia chi ospita che chi viene ospitato potrà lasciare una referenza relativa all’esperienza, un modo in più per evitare sorprese.
Il bello del couchsurfing è che niente è stabilito e obbligatorio ma varia in base alle esigenze di tutti. Così può capitare che qualcuno che vive in auto (Cork-Irlanda agosto 2010) ti offra la possibilità di dormire in macchina con lui o che un grosso manager (Amburgo-Germania giugno 2010) ti accolga nel suo elegante ufficio, ti consegni le chiavi del suo superaccessoriato loft nella zona più IN della città e ti informi che vi rivedrete dopo quattro giorni al suo rientro da una regata nel mar del Nord! C’è chi mette a disposizione il giardino per farti piantare la tenda e chi è disposto ad incontrarti solo per un caffè e due chiacchere senza ospitarti in casa.
Questa è l’anima del couchsurfing: il piacere di incontrare gli altri per arricchirsi ed una occasione per poter reinvestire i soldi risparmiati nel viaggio successivo!
Le tante esperienze che io, mia moglie ed il nostro piccolo di 5 anni abbiamo vissuto come surfers e hosters, tutte le persone conosciute e gli aneddoti, ci hanno fatto crescere molto ed hanno maturato in noi una convinzione: questo movimento ci fa riappropriare di qualcosa di autentico e genuino che spesso mettiamo da parte per far posto all’individualismo spinto….la fiducia negli altri.