sabato 5 gennaio 2013

FINEASESTESSO - digressioni mentali in libertà

26 dicembre
sono in vacanza...mattina presto... chiamata, poi messaggio sms, poi richiamata, poi whatsapp “è urgente, anzi urgentissimo....devo fare assolutamente una cosa ora o altrimenti diventa un problema...il collegamento all’ufficio dal mio computer di casa non funziona!”
“devo questo devo quello”

ora al di là del fatto che non è sano che uno lavori il 26 mattina (se non imprescindibile)....non è sano che uno faccia le bizze perchè non gli funziona il collegamento con l’ufficio, quando potrebbe benissimo andarci in macchina visto che ci vive a 30minuti di auto  se fosse così urgente....considerando che non è sano che nessuno più pensi che un tecnico o chiunque possa voler staccare o non sentire nessuno al telefono nei giorni di festa per delle stronzate (la parola rispetto lasciamola perdere, troppo impegnativa), penso che la gente spesso tristemente non abbia niente di meglio a cui pensare se non il lavoro.

Queste chiamate mi raggiungono mentre passeggio sul lungomare di Monaco che visito per la prima volta causa vicinanza con la città presso la quale sto trascorrendo le festività.. Una sfilza di yacht battenti bandiera delle Cayman....gente a prendere il sole godendo dello splendido microclima del principato, sorseggiando cocktails.....pensavo...e ripensavo....al cliente che mi ha chiamato, a noi cricetini e all’amico primo ministro italiano.
Bizzarro accostamento direte voi...mi spiego meglio.
Pensavo al mio cliente. Una ditta sana a conduzione familiare composta da 7 persone in tutto che da anni boccheggia, rincorre, si affanna. Affogata dai debiti verso lo stato è in perenne stato di galleggiamento, tra una discreta situazione patrimoniale ed una pessima situazione finanziaria dovuta ad enti e clienti che non pagano, a banche che stringono i cordoni del credito, a tasse che hanno scavalcato ogni vantaggio nel portare avanti con profitto un’attività. Pensavo al mio cliente ed al suo affanno FINEASESTESSO. Perchè di questo si tratta. In molte aziende e di riflesso in molte realtà familiari italiane ormai non si costruisce ma si mettono delle pezze, non si vive ed investe ma si sopravvive col terrore di qualche cartella di equitalia che incricchi il meccanismo perverso nel quale siamo terminati. Non più esseri che lavorano con lo scopo di produrre ricchezza atta ad elevare il livello di vita, ma tanti piccoli schiavetti che si spaccano la schiena per foraggiare lo spread, il debito , il differenziale. Una sfilza di simpatiche favole che senza possibilità di smentita la televisione vomita ogni giorno all’ignaro rimbambo-spettatore, dando un nome ed una fumosa spiegazione alla situazione di merda in cui versa.
Ma guardandosi bene dallo svelare la vera natura del nostro ruolo istituzionale:

esseri creati cresciuti e programmati per alimentare il sistema

Pensavo al nostro primo ministro che nonostante fosse ci sia stato imposto è riuscito anche a far digerire ben o male la pillola che tutti noi dovevamo toglierci qualcosa per il bene dell’ITALIA!
Ognuno deve fare la sua parte!

Ok....calmi... con l’eccezione degli amici, la chiesa, le lobby, le banche...
Una sorta di armiamoci e partite che come sempre, come è nella natura umana della legge del più forte con una forte connotazione italica, ha portato la vecchina a tirarsi il sangue pagando l’IMU e il ricco già ricco ad infischiarsene come faceva prima sorseggiando il suo cocktail con lo yacht targato Georgetown Cayman Island....
Un gioco perverso.

il cliente chiama sbatte deve collegarsi per fare un pagamento! …..ah, ecco di cosa si trattava.
“Deve pagare entro oggi, altrimenti scatta la mora” ( la bionda e la rossa).

“Non posso non” è la sua spiegazione più logica data da una vita imbinariata da onesto cittadino. “Come faccio se scade!” L’italia mi ha chiamato alle armi! non posso tirarmi indietro!

Mi guardo intorno, vedo sfarzo, ricchezza e mi rendo conto della miserrima situazione di tanti che ancora credono alle favole. Che ancora sono convinti che arriveranno i Messia, scegliete pure voi il colore politico, che ci libererà dalle catene e tutti pagheremo di meno ed i “ricchi” pagheranno di più e gli straricchi periranno nelle fiamme dell’inferno e arriverà la meritocrazia su un cavallo bianco e gli angeli e gli arcangeli ci accoglieranno!......e menate varie.
Elucubrazioni mentali, chiacchere da bar di chi non ha neanche più un residuo neurone in testa.

Oppure no
magari questa persona mi ha semplicemente chiamato in quanto è terrorizzata dal non essere impegnata al lavoro; atterrita dall’eventuale tempo libero tra una festività ed un’altra; spaventata dal rimanere sola con se stessa; sconvolta dall’idea di dedicarsi del tempo libero per il quale dopo si sentirebbe in colpa per “aver sprecato tempo”
che se vogliamo....è ancora più triste


devo lavorare....devo pagare...devo rigare dritto...
non posso interrompere il moto perpetuo della ruota del cricetino!

AMEN 



domenica 18 novembre 2012

Zerorelativo: il tuo oggetto è la tua moneta


Zerorelativo è la prima community italiana di baratto riuso e prestito gratuito. Qui puoi metterti in contatto con gli utenti che voglionobarattare, prestare e donare i loro oggetti.
ZR è una community gratuita e non fa guadagnare nulla ai barter, se non l'oggetto di scambio. Se hai un oggetto che non utilizzi più, inseriscilo nella pagina degli annunci gratuiti e baratta, dona o presta. Non si accettano inserzioni con prezzi di vendita. 




giovedì 1 novembre 2012

affittare "al volo" una stanza: AirBNB

AirBNB nasce da due eigenze: poter viaggiare risparmiando sull'alloggio oppure mettere a disposizione una stanza della propria abitazione ricavandoci qualcosa. Il sito è un incontro tra domanda e offerta. Una via di mezzo tra il couchsurfing e gli ostelli. La piattaforma mette a disposizione profili e descrizioni dettagliate degli alloggi ed il sistema di "referenze" su chi affitta cerca di evitare il più possibile eventuali bidoni. Il plus che il sistema offre è quello di un rapporto più diretto con l'ospitante (visto che mediamente alloggeranno uno o due per volta) avendo la possibilità magari di fare un giro o cenare insieme...un approccio più friendly e diretto di ciò che si potrebbe trovare in una classica struttura alberghiera.

https://www.airbnb.it/



giovedì 30 agosto 2012

BLABLACAR: il carpooling semplice


Blablacar è un servizio che permette di poter mettere a disposizione dei posti liberi nella propria auto se si è in procinto di viaggiare in modo da condividere i costi tra più persone, così come di ricercare un passaggi per raggiungere le nostre destinazioni, evitando di optare per un più costoso trasferimento in aereo o in treno (diventato oramai un bene di lusso!)
DOpo aver effettuato la registrazione o la ormai consueta connessione tramite account facebook, possiamo ricercare o offire un passaggio e una volta trovato ciò che ci aggrada valutare se la persona che ci accompagnerà ci aggrada o meno, leggendo i commenti che altri eventuali utilizzatori hanno voluto lasciare. Inoltre potemo vedere dalla descrizionese del viaggio se in quel viaggio è gradita la gente chiaccherona, se si ascolterà o meno musica, se si possono far viaggiare anche piccoli animali e se il conducente è disposto a delle piccole deviazioni per prendervi o lasciarvi in zone attigue a quelle descritte nel percorso.
Dal punto di vista del conducente si potranno indicare le caratteristiche di cui sopra ed indicare il costo del "contributo" al viaggio.
Molto comodo in caso di percorsi frequenti per agevolare i pendolari a trovare mezzi alternativi ai carri bestiame che spesso le FS ci propinano.
Ogni tanto sbircio il sito anche se non ho posti specifici verso i quali andare prendendo spunto dalle località indicate dai viaggiatori...può diventare  un'opportunità per poter viaggiare in maniera differente, economica conoscendo nuova gente e rendendo il tragitto piacevole (si spera!)










sabato 7 luglio 2012

Autostop in salsa francese: covoiturage

State pianificando una vacanza oltralpe? uno dei problemi in Francia sono gli scarsi collegamenti diretti tra città senza necessariamente passare da Parigi.
Un sito che ci viene in aiuto è la versione francese del carpooling, ossia la condivisione del mezzo di trasporto, auto furgone o camper attraverso il paese con un contributo per la benzina. Un modo economico per potersi spostare e magari intessere nuove amicizie

http://www.covoiturage.com/


venerdì 29 giugno 2012

Festa del presente: tutti donano - tutti ricevono gratuitamente


Oggi è stato uno di quei giorni in cui senti che non sei solo. In cui ti  rendi conto che c'è chi come te NON crede che le relazioni siano fatte solo di apparenza, che il PIL e lo SPREAD siano i parametri unici della nostra "economia del quotidiano", e che invece la ricchezza va ben oltre quella considerata dal paniere ISTAT.
Festa del presente: già il nome è un ottimo viatico. Un inno all'attimo che viviamo, all'adesso, la negazione dell'idea che la nostra esistenza si dipani in virtù di un fumoso domani, al quale aneliamo, ma che spesso è solo una falsa chimera prodotta artificialmente da chi il "nostro presente" lo gode in virtù nostra.
Un gioco, un momento di incontro e di riflessione, un giorno per tirare il fiato, per non dover rincorrere, una conferma che volendo possiamo trovare le forze per deviare dai binari di una logica consumistica fine a se stessa. Un modo per poter apprezzare il tempo, il conoscersi, il sorriso, come unica moneta per l'acquisto di beni. 
E così è stato per il massaggio craniosacrale di un'ora che mi ha fatto Stefano, per il videogame che ho regalato ad un ragazzo marocchino per suo figlio, per gli splendidi dolci di riso che una ragazza aveva preparato, per marmellata che ho donato ad Anna la signora finlandese che mi ha regalato un'ora del suo tempo in un surreale corso/confessionale sulle vessazioni di Equitalia e su come affrancarsi da queste nuove forme di schiavitù. Per lo spettacolo di improvvisazione teatrale in cui mi ha coinvolto una giovane attrice, per il concerto di musica celtica. Per la tenda e lo zaino che ho regalato ad una ragazza con due bambini che mi ha ringraziato felicissima dicendomi che era proprio quello che cercava. Per il ragazzo che mi ha illuminato su di un gruppo che ricondiziona e dona vecchi computer.

Un atto di estrema libertà.

Il cuore si fa leggero, la mente limpida.

Grazie


mercoledì 23 maggio 2012

lavora-produci-spendi

Anni fa il padre di un mio caro amico mi disse:  “quello a cui dobbiamo aspirare è il non possesso”.
All’epoca dei fatti, tronfio e sicuro che il dogma imposto da questa società fosse la retta via da seguire, parcheggiai questo episodio tacciando questa persona come uno che nella vita non aveva potuto far altro che aspirare a questo non avendo combinato niente di meglio.
Nel corso degli anni questa concetto che verosimilmente aveva però fatto breccia anche se in maniera negativa nel mio animo, continuò ad essere lì, pronto a confrontarsi con ogni episodio della vita in cui poteva sembrare palese che questa strada fosse l’unica soluzione.  Gli anni, la crescita interiore e un’idea più armoniosa dell’esistenza mi hanno portato in ultima istanza a cambiare completamente l’approccio ad una esistenza puramente materiale e a cercare di abbracciare questo concetto relazionaldolo al quotidiano. Il non possesso non più solo come risposta  pratica a problemi quotidiani imposti da una politica del debito, ma come vera via alternativa per affrancarsi dal modello di lavora-produci-spendi  fine a se stesso.
Non più un mero concetto astratto a buon mercato da concedersi dopo un fallimento o il non raggiungimento di un obbiettivo, ma la chiave di volta per godere appieno di una estrema libertà che spesso ci sfugge, la percepiamo, la sfioriamo ignari del fatto che è più a portata di mano di quanto possiamo immaginare. Il possesso materiale è la vera catena con cui la oligarchia bancaria ci costringe a vivere una vita basandosi sul principio del falso bisogno. Con l’ausilio di un Kapo quale quello del debito personale, influenza le nostre vite e nostre scelte, portandoci  a credere, come un dogma religioso, che non vi sia altro modo di vivere se non quello di possedere questo o quello.

Intendiamoci, questo non è lo sfogo di un asceta frustrato, di un pazzo visionario o di un illuso che crede di poter vivere isolato a contatto soltanto con gli elementi della natura, ma è solo la razionale conclusione a cui può arrivare qualsiasi persona dotata di media intelligenza e di un po’ di buon senso.
“Il bisogno di” ha forgiato le nostre catene. E l’illusione di poterle spezzare con un un mutuo o un prestito di trent’ anni sono la subdola operazione di un nemico che mentre afferma di curarti ti sta porgendo una bevanda intrisa di mercurio con la quale darti un morte lenta ma inesorabile.